venerdì 12 febbraio 2010
Carnival Snow
La gatta di prepotenza sta cercando..
Avevo iniziato questo post tempo fa e non ricordo più di cosa volessi parlare.
Probabilmente di nulla,
probabilmente mi ero accorta per l'ennesima volta che ho un blog e non lo sfrutto,
come ho una testa e non la uso
e se la uso, la uso male
tipo scrivere questo minchiate.
La gatta di prepotenza sta cercando..
cosa mai avrà cercato di fare?
1. ..di usare la mia gamba come sbarra per trazioni. Punto di forza: le unghie che si conficcano nella mia carne.
2. ..di buttare giu una pianta facendo gli agguati alle foglie. Punto di forza: le foglie si muovono e lei è una predatrice.
3. ..di convincermi ad alzarmi per darle da mangiare. Punto di forza: il suo miagolio insistente e le unghie che come gesso sulla lavagna, stridono sulla finestra.
Potrebbero esserci mille altre cose che avrebbe potuto cercare di fare e sicuramente molto più fastidiose di queste tanto da averle dedicato l'incipit di un post,
ma non me ne ricordo.
Tutto questo è senza senso
ma son arrabbiata.
con me stessa.
e quando sono arrabbiata con me stessa l'unica modo per sfogarmi e non pensare è scrivere,
scrivere cazzate che nessuno leggerà.
Mi distende
e la mia gatta non sa leggere.
Detto
e
fatto.
A volte capita.
lunedì 4 gennaio 2010
Palla con me
Oggi vi presenterò il mio nuovo giallissimo amico.
Si chiama Marcelo, è palloide e si crede un polipo senza tentacoli. Io glielo lascio credere perchè mi diverte: tenta a volte di nuotare ma riesce solo a rotolare e nemmeno tanto bene.
E' un fuggitivo e io l'ho accolto in questa casa (o meglio sul mio comodino).
Ogni tanto lo trovo in mezzo al corridoio spaesato e intimorito dall'animale tubulare qual'è la mia gatta anche lei convinta che sia un polipo senza tentacoli.
Magari lo è veramente.
Lo devo quindi prendere e riportare alla sua base, lì sul comodino, in cima ai libri, fortezza e difesa dal peloso nemico.
Marcelo (si legge Marselo), ha una storia molto triste (in realtà non è vero, ma attira sempre l'attenzione):
Viene da Pulper, un paesino in cima alla montagna RotoloGiù dove viveva con la sua famiglia e usciva con tanti amici colorati. Era un tipo tranquillo; era stato richiamato all'ordine solo un paio di volte per aver giocato a biliardo, gioco illegale perchè ritenuto crudele e razzista: perchè le palle nere dovevano valere di più? per non parlare dell'inferiore importanza data alla palla bianca..
ma a lui piaceva il biliardo e tutti questi problemi di colore non se li era mai fatti.
Essendo in cima ad una montagna, andarsene vuol dire non tornare mai più a meno di non sfidare le leggi della fisica: è proprio per questo motivo che i Pulperiani non sono molto conosciuti: pochi hanno il coraggio di buttarsi giù urlando "Addioooooooooooo....".
Stonck.
o Boing, se si è più fortunati.
E Marcelo invece questo coraggio l'ha avuto anche perchè Pulper è sì una cittadina molto carina, ma anche molto noiosa essendo abitata da palle. -.-
E' ormai tanto tempo che il mio giallo amico è sceso: mi racconta un'avventura al giorno (quando riuscirò a non addormentarmi durante il racconto ne scriverò una) ma inizia ad avere nostalgia di casa.
Da quanto mi ha detto esiste un modo per tornare su Pulper anche se illegale: un bel calcio per volare a destinazione.
Meglio di un low cost.
Avete presente Calciopoli?
Altro che Moggi, intercettazioni telefoniche, retrocessioni.
Calciopoli non era altro che il rimpatrio organizzato dai Pulperiani di tutto il mondo!
Poveri noi!
Quante fandonie ci raccontano in tv.
sabato 5 dicembre 2009
Oyzepi
"Ma vorrei soltanto averti qui,
sei accattivante già così,
ti difendi con il D.D.T.,
fai pesare troppo quei tuoi 'si'. "
Seduti su cuscini vissuti, assistiamo fumando narghilè alla conversazione di esotici strumenti:
in quell'aria gialla e nebbiosa potrei sentire il sudore degli orchestranti coperto dal profumo di spezie e petali di fiore
Sogno paesi lontani da visitare nel libero amore.
martedì 1 dicembre 2009
L'ape regina

C'era una volta
un'automobile con delle prugne sopra al tettuccio;
un incontro, il fato, un giorno d'estate.
Oggi piove
e delle prugne sull'auto non è rimasta traccia.
Non era una questione di età.
"Ho freddo"
"Dai, dormiamo qui fuori sotto le stelle"
Ma il tuo abbraccio non era abbastanza caldo da farmi rimanere vicino a te,
su un prato di vino.
Sono stata la causa di litigi e ritardi,
sei stato vita e tenerezza di ore indimenticabili.
"Mi manchi da morire",
ma passato qualche giorno quella frase non ha più un vero destinatario,
e forse erano solo parole di Solitudine.
E' finito il tempo
in cui declamavo la bellezza di Chopin mentre tu pensavi a forme corporee,
in cui definivo brividi i sussulti delle mie mani,
in cui una femminea voce danzava sulle onde di un lago.
Non è MAI stata una questione di età.
Ricordi adatti nel mio momento sbagliato,
e forse uno giusto non ci sarebbe mai stato per noi.
Esistiamo in una felpa,
in un accendino,
in un abbraccio.
Almeno per loro siamo esistiti,
anche solo per una boccata di fumo.
giovedì 26 novembre 2009
Eri così carino
"non sai quello che vuoi
non riuscirai ad averlo
niente è gratis
niente è a posto
le insegne luminose attirano gli allocchi"
Ho l'impressione che qualcuno mi stia evitando.
Non è il fatto in sè che mi da noia, ma non saperne il motivo.
E a me non piace avere noie.
Se non hai le palle non farne un problema anche mio.
"You talkin' to me? You talkin' to me? You talkin' to me? Then who the hell else are you talking... you talking to me? Well I'm the only one here. Who the fuck do you think you're talking to? Oh yeah? OK."
domenica 22 novembre 2009
Ceci n'est pas moi
"E magari ha trovato l’amore e l’ha scansato
Per far posto ad un’altra passione che lo fa sentire rinato
E paghiamo per sentirci uguali
A qualcuno che non ci somiglia mai"
Per far posto ad un’altra passione che lo fa sentire rinato
E paghiamo per sentirci uguali
A qualcuno che non ci somiglia mai"
La mente elabora strategie, analizza situazioni cercando la soluzione in comportamenti che alla fine risultano innaturali al tuo Io.
Bisognerebbe inibire la testa per liberare la lingua.
"Perchè non ti siedi qui vicino sulla panchina?" "No, grazie. Preferisco restare qui per terra."
Ci chiediamo persino se il nostro modo di respirare o di muovere la bocca possa essere stupido.
Tiro su il cappuccio della felpa: fa più fico.
Stereotipi che ci fanno sentire inadatti e sbagliati.
Perchè la conquista è guidata dall'orgoglio, e l'orgoglio è cieco: inventi e nascondi sentimenti, e vieni ingannato dal tuo stesso cuore.
ed è per questo che alla "vincita" troppe volte segue una perdita di interesse:
solo un altro vanto con gli amici, un corpo e una parola utile per quei momenti di solitudine.
Perchè lui mi ha fottuta: è quello che sono io quando non sono con lui.
domenica 19 luglio 2009
Le 5 W
Who: io
What: chiusura vecchio blog
When: data non definita
Where: sul net
Why: perchè i grandi cambiamenti iniziano coi piccoli.
Alcuni di voi forse si staranno chiedendo che significato possa avere il titolo di questo blog.
Tutto ovviamente nasce dalla genialità della mia mente e da un concorso dell'Alien Press:
non che avessi pretese di parteciparvi ma mi son iniziata a domandare come si potesse costruire una storia interessante e non banale sugli alieni.
e anche perchè sono una campionessa del "faccio di tutto pur di non far quello che dovrei".
Mi son addormentata con questo pensiero alieno e la mattina un'idea mi svegliò.
Eccovi qui la mia meravigliosa "storia" (per chi non mi conoscesse o per chi non se lo ricordasse la mia capacità di spiegazione/narrazione è pari o inferiore alla capacità di linguaggio di una tartaruga):

Degli alieni tentacolosi stanno studiando la Terra per scoprire il miglior attacco/difesa da adottare per la conquista del pianeta. (originale eh?)
Passano cosi un anno pixariano sulla loro astronave e quando finalmente sono pronti si mettono in moto e atterrano sulla terra.
Immaginate la solita scena di arrivo trionfale dell'astronave: luci abbaglianti e di posizione, persino le 4 frecce (non sia mai che fosse sosta vietata in quell'area!) e tanto fumo da concerto.
Si abbassa la scaletta e inizia la lunga discesa del capo alieno fiero e sicuro della loro invincibilità dopo i tanti studi.
Ma quali son stati questi studi??
Dopo aver scoperto che l'arma più potente in mano agli uomini è la bomba atomica, gli alieni, che son esseri intelligenti, si son giustamente chiesti: come proteggersi??
Vedendo numerose puntate di SuperQuark (ovviamente scaricate), una in particolare donò loro l'idea: era una puntata sugli scarafaggi, altrimenti detti bacarozzi o più comunemente chiamati "oh mio dio che schifo!".
Come tutti ben sapete (?) hanno una "corazza" estremamente resistente,talmente tanto da esserlo anche alle radiazioni e ...pensate un po'?alla bomba nucleare.
Dicevamo, il capoalieno sta scendendo con addosso proprio una di queste corazze: al posto delle zampe dello scarafaggio spuntano i lunghi tentacoli perennemente in movimento ma la testa rimane quella aliena.
"Umani!.." l'inizio di un accattivamente e pauroso monologo viene interrotto dalla stupefazione sul volto dello "straniero" che levando lo sguardo verso l'alto viene schiacchiato da una scarpa (scopa?).
Ecco...vedete..la genialata del tutto sta nel presupposto che questa è una storia scritta per essere disegnata quindi, fino alla fine, non si conoscono le dimensioni di questi alieni in rapporto a quelle umane.
Vi state immaginando le ultime due inquadrature? la prima in cui l'alieno leva lo sguardo terrorizzato e la seconda in cui l'inquadratura si allarga, una specie di zoom off e la scarpa gigante schiaccia il piccolo alieno. Solo in quel momento le dimensioni saranno rivelate!
AHAHAHAHAH.
Questa era la storia motivante il titolo,
ma in fondo, e nemmeno troppo, anche io mi sento un'aliena che sta cercando una corazza più robusta per affrontare il mondo, là fuori.
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